Terremoto del 1805

Preghiera degli Isernini al Re

Questo documento testimonia l’antica vocazione vitivinicola del territorio isernino.

Nel 1805, in una supplica al Re Giuseppe Napoleone Bonaparte, i cittadini sottolineavano il ruolo di Isernia come fulcro del commercio vinicolo, esportando i propri vini nelle vicine terre d'Abruzzo.

Una testimonianza storica che conferma un’eccellenza radicata nel tempo e ancora viva nei nostri vigneti: un territorio unico, custode di tradizioni e savoir-faire, dove ogni calice racconta la storia e l’anima della nostra terra.

Un legame profondo con il territorio e la cultura del vino che oggi si esprime in una sintesi perfetta di storia, passione e terroir.

"Preghiera degli Isernini al loro Re Giuseppe Napoleone Bonaparte I"

Fra tutte le Città, e luoghi ruinati, e devastati dal descritto tremuoto la Città d'Isernia merita la maggior considerazione, e tutte le beneficenze della M.V. per esser'ella il centro del commercio degli Abruzzi con le Province vicine. Ella è il centro del commercio di tutte le vittovaglie, o biade, donde si trasportano nella Capitale specialmente, ed in altri Luoghi. Ella è il centro del commercio de' Vini per gli Abruzzi vicini, che sono privi totalmente di tal genere per la natura del clima. Ella finalmente, locché è di massima importanza, l'è Città di passaggio, e Città di riposo per le Reali Truppe, e per i Viaggiatori, essendo situata nel luogo più confacente, e proprio a detti bisogni. Posto ciò, se la Città non si riedifica, viene in conseguenz'a perdersi molto del commercio.
Sire: Gli ammiseriti Cittadini non possono certamente rifabbricare, senza un soccorso numerario. Bramano un'impresto ad annuo censo redemibile. Tutte le Unità del Regno che sono stat'esenti da tal flaggello, potrebbero contribuire al soccorso di quelle devastate;
Ciascuna di esse nelle corrispondenze forma una Società; dunque, ciascuna l'è obbligata soccorrere la sua compagna, specialmente in casi tanto funesti, e desolanti. Soccorrere il suo simile è legge di natura. Moltissimi sono gli esempi dalle istorie addotti delle riedificazioni di Paesi, e Città distrutte, eseguite per ordine, ed a spese de' Sovrani pro tempore. Ma, a che ricorrere ad istorie antiche, quando attualmente risuonano le munificenze a Loro favore, convenevole a farli risorgere, e Rè d'Italia Napolene Bonaparte il Grande, augustissimo vostro Fratello, il quale per la pubblica felicità aperto ave molti nuovi canali ne' suoi vastissimi dominii, affine di facilitare il commercio; ha fatto eseguire nuove bellissime strade, ha domato le Alpi, oscurando la gloria di Annibale, e quelle istesse inaccessibili Alpi hà rese ruotabili; ha costruite, modellate, e riedificate nuove Città, e Fortezze, ed altre incredibili quasi, e stupende opere; ed il tutto a spese dell'Erario imperial'e
Regio.
Implorano pertanto i Cittadini Esernini dalla M. V. quella beneficenza, e munificenz'a loro favore, convenevole a farli risorgere dalla desolazione sofferta, ed avvilimento; e corrispondente alla nota umanità, e generosità della famiglia Buonaparte, che Iddio conservi per le ulteriori felicità de Popoli.